Matrice RACI NIS2, gestione e ruoli degli incidenti
Con l’introduzione dell’obbligo di notifica degli incidenti previsto dalla direttiva NIS2, molte organizzazioni si sono concentrate su processi, tempi e requisiti formali.
Ma resta una domanda in ogni fase dell’incident management: chi fa cosa, chi decide e chi deve essere coinvolto, quando il tempo è poco.
La matrice RACI è uno degli strumenti più semplici ed efficaci per dare una risposta chiara a queste domande, mappando ruoli e responsabilità in modo leggibile e azionabile.
Cos’è la matrice RACI e perché è utile
La matrice RACI è una tabella che, per ogni attività critica, definisce in modo esplicito:
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chi esegue l’attività;
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chi decide e se ne assume la responsabilità finale;
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chi va consultato;
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chi deve essere informato.
Nella gestione degli incidenti, questo è particolarmente importante perché i primi minuti sono dominati da scelte rapide: escalation, containment, attivazione dei canali di crisi, eventuale comunicazione esterna.
In quei momenti l’ambiguità sui ruoli può tradursi in ritardi, sovrapposizioni o vuoti decisionali.
Cosa significa RACI
RACI descrive 4 livelli di coinvolgimento per ogni attività:
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R – Responsible: esegue materialmente l’attività (azioni operative).
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A – Accountable: prende la decisione finale e risponde del risultato (regola pratica: uno solo per riga).
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C – Consulted: fornisce input/valutazioni (comunicazione a due vie).
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I – Informed: viene aggiornato sull’avanzamento/esito (comunicazione a senso unico).
una differenza che spesso confonde:
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R = fa
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A = decide / dà il go, go-no
Nel contesto degli incidenti, il problema più frequente non è la mancanza di competenze, ma l’incertezza su chi ha l’ultima parola e chi deve agire subito.
La matrice RACI serve proprio a rendere visibili l’owner della decisione (A) e l’esecutore (R), evitando il “tutti fanno tutto” o, peggio, “nessuno decide”.
Template modello RACI
Per rendere più semplice l’adozione di questo approccio, è disponibile una matrice RACI precompilata per l’incident management NIS2, pensata come base da personalizzare con i ruoli reali della tua organizzazione.
Il template contiene già un set di attività critiche e una proposta di mappatura dei principali ruoli (PdC NIS2, Referente CSIRT, Incident Manager, team tecnico, management, legal, compliance, comunicazione), oltre alle regole d’uso e agli errori da evitare.
Come leggere la RACI
Ogni riga della matrice rappresenta un’attività critica, ossia un’azione che, se non viene assegnata correttamente, può rallentare o bloccare la gestione dell’incidente.
Se l’attività è, ad esempio, “Approvare comunicazione esterna”:
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Comunicazione / PR = R
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prepara la bozza, le Q&A, il piano di pubblicazione.
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Management / Board = A
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approva il messaggio e si assume la responsabilità della scelta (go / no‑go).
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Altri attori possono essere Consulted (C), come legal o compliance, oppure Informed (I), come referenti interni da aggiornare sul messaggio approvato.
Lo stesso approccio può essere applicato a decisioni come:
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dichiarare lo “stato di incidente”;
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aprire il canale di crisi / war room;
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classificare severità e priorità;
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autorizzare un containment impattante;
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dichiarare il rientro in produzione;
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chiudere l’incidente e avviare le attività di lesson learned.
Regole per costruire una RACI
Perché la matrice RACI sia davvero utilizzabile, non solo un allegato di documentazione, è utile seguire alcune regole di base:
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Concentrarsi sulle attività che bloccano il processo
Inserisci solo le attività che, se non sono assegnate chiaramente, fermano la gestione dell’incidente: decisioni di escalation, autorizzazioni, passaggi critici di comunicazione o rientro in produzione.
Una simulazione di incidente può aiutare a identificare esattamente quali sono queste attività critiche. Se non l’hai ancora scaricato, trovi uno strumento pratico per l’autovalutazione qui: Autovalutazione Incident Response Plan. -
Una riga = una decisione/azione chiara + un output definito
Ogni riga deve avere un output verificabile: ticket aperto, registro decisionale, comunicato approvato, checklist di rientro completata. -
Un solo A e almeno un R
Ogni attività deve avere esattamente un Accountable (A) e almeno un Responsible (R).
Più di un A crea potenziali conflitti di autorità; nessun R rischia di lasciare le decisioni non eseguite. -
Usare i C con moderazione
Coinvolgere molte persone come Consulted rallenta il processo proprio nei momenti in cui serve rapidità. Meglio pochi C mirati, davvero utili alla decisione.
Ruoli tipici in una RACI per incident management NIS2
- Punto di Contatto NIS2 (PdC)
Interno – Interfaccia ufficiale verso l’autorità competente (ACN).
Responsabilità: Garantisce la continuità del canale istituzionale e presidia il perimetro di conformità.
Rischio: Sanzioni per mancata comunicazione istituzionale o ritardi formali [Art. 27 NIS2] - Referente CSIRT (con sostituti)
Interno/Esterno – Gestisce pre-notifica e notifica verso CSIRT Italia (24/7).
Responsabilità: Sempre reperibile con 1-2 sostituti formali per garantire continuità.
Rischio: Violazione obbligo notifica entro 24h (pre-notifica) o 72h (notifica completa) [Art. 24 NIS2] - Incident Manager
Interno – Coordina le fasi dell’incidente dalla dichiarazione alla chiusura.
Responsabilità: Attiva “incident mode”, war room, segue avanzamento e lesson learned.
Rischio: Ritardi operativi e perdita tracciabilità del processo [Linee Guida ACN] - Team tecnico (SOC / Security / IT Ops)
Interno/Esterno (SOCaaS) – Rilevamento, triage, investigazione, containment.
Responsabilità: Raccolta evidenze chain of custody, rientro in produzione.
Rischio: Errata valutazione impatto incidente significativo [Art. 25 NIS2] - Management / Board
Approva decisioni critiche su impatti business e reputazionali.
Responsabilità: Autorizza containment impattanti e comunicazioni esterne.
Rischio: Responsabilità solidale + penale personale – multe fino 10M€ o 2% fatturato globale + responsabilità penale per omissioni/violazioni dolose [Art. 32 NIS2] - Legal / Compliance
Interno/Esterno – Valutazione obblighi normativi e rischi legali.
Responsabilità: Verifica requisiti notifica e correttezza decisioni.
Rischio: Errata qualificazione incidente → sanzioni amministrative [Art. 24-25 NIS2] - Comunicazione / PR
Interno/Esterno – Messaggi verso clienti, media, stakeholder.
Responsabilità: Comunicati approvati in coerenza con sicurezza/management.
Rischio: Danno reputazionale + violazioni comunicazione stakeholder [Art. 24 comma 3 NIS2]
Se nella tua organizzazione alcuni di questi ruoli non sono formalizzati, è possibile accorparli, mantenendo però chiara la logica A/R/C/I e prevedendo sostituti per le figure critiche.
Per qualsiasi dubbio, contattaci. Il nostro team è sempre pronto a darti affiancamento e aiutarti a proteggere la tua organizzazione.

